domenica 7 ottobre 2007

Obiezioni

Il mio voler festeggiare il ritorno degli esami di riparazione ha suscitato negli studenti molti commenti che meritano risposte ben meditate. Veniamo a quella più facile: c'è chi dice che noi insegnanti lavoriamo poche ore al giorno, abbiamo molte ferie, invece di lamentarci dei corsi di recupero estivi dovremmo andare a lavorare (qualcuno, a volte con ragione, aggiunge anche il luogo: nei campi).

Risposta breve: bene, vieni a fare l'insegnante anche tu.

Risposta lunga: per fare l'insegnante devi avere una laurea, poi devi farti una scuola di specializzazione (sono altri due anni in cui non puoi lavorare e devi, invece, spendere), poi ti inserisci in graduatoria, e entri nel mondo delle supplenze. Il che significa che non puoi lavorare ad altro, ma devi aspettare se c'è qualche scuola che ti chiama, magari per un paio di settimane in un anno. Poi, se ti va bene, cominci a fare supplenze “annuali” - che non vuole mica dire che lavori per un anno, eh? Significa che ti pagano lo stipendio da settembre a giugno dell'anno dopo. In luglio e agosto sei disoccupato. Alla fine, se ti va bene bene, dopo una decina d'anni di questo lavoro precario magari ti assumono anche di ruolo. La tua anzianità non è riconosciuta subito in modo completo, però (vuol dire che ti pagano al minimo anche se hai lavorato per molti anni, poi cominciano ad aumentarti lo stipendio di un pochino, ma non ricordo bene la tabella di progressione, è una cosa che avviene rarissimamente...). Insomma, il tuo primo stipendio fisso magari lo prendi a quarant'anni - se insegni matematica probabilmente un po' prima, se insegni italiano probabilmente un po' dopo. Ma potresti anche scoprire che non c'è posto per te, e a quarant'anni devi cominciare a fare qualcosa di diverso.

E l'orario ridotto e le ferie? Allora, già non basterebbero a controbilanciare tutta la faccenda del precariato e dell'impossibilità di fare alcunché con lo stipendio che ti hanno dato, ma c'è dell'altro. Qualche anno fa girava una statistica che elencava ore di lavoro e stipendi degli insegnanti di vari stati: i tedeschi avevano un numero di ore di lavoro uguale a quello degli italiani, ma uno stipendio esattamente doppio (non è un modo di dire, è proprio una moltiplicazione per due). Per non parlare degli americani, che però hanno un sistema diverso, che non conosco bene, e a fronte di un numero maggiore di ore di lavoro rispetto agli italiani e tedeschi hanno anche uno stipendio triplo.

Ma rimaniamo in Italia: prendiamo un funzionario di banca, con uno stipendio triplo rispetto all'insegnante. Di quante persone è responsabile, nel suo lavoro? Un ufficio di dieci persone? Facciamo anche venti. Io sono responsabile di più di cento persone, quasi tutte minorenni, e devo rendere conto del loro comportamento e della loro preparazione ai loro genitori. Ci sono più responsabilità nel lavoro dell'insegnante che in qualunque altro lavoro, ma questo fatto non è riconosciuto da nessuno - ormai nemmeno più dai genitori.

Infine, un insegnante non stacca mai. Non è che quando esce da scuola non pensa più a quello che deve fare, al genitore che gli ha raccontato tutte le disgrazie che sono capitate a suo figlio, a quello che dovrà dire il giorno dopo in quella classe dove ti fanno dannare. I compiti da correggere sono il meno, in effetti. Se risolve un quesito di Rudi Mathematici, se legge una pagina del Boyer, se guarda Numb3rs, non lo fa solo per diletto personale (certo che si diverte, perché da tutto quello che ho detto si dovrebbe capire che l'unico motivo valido per fare l'insegnante è perché ti piace, non per la fama, la gloria, i soldi, le ferie), ma anche perché continuamente si “forma”.

Quindi la protesta contro i corsi di recupero estivi non è perché così si fanno meno ferie: che vacanze fa un insegnante, da non riuscire a trovare qualche giorno per andare a scuola a fare un corso di recupero? E, soprattutto, chi gliele paga? La protesta è contro un'attività deprimente e anche un po' offensiva: dopo che lo studente non ha fatto nulla durante tutto l'anno scolastico, e per questo si è rimediato il debito, devo anche tornargli a spiegare le cose che gli ho già spiegato in lungo e in largo durante l'anno? Non vogliamo invece metterlo di fronte alle sue responsabilità e dirgli: “hai sprecato tutte le possibilità che ti ho dato durante l'anno, adesso ti arrangi un po' da solo”?

7 commenti:

Anonimo ha detto...

si è dimenticato dire la responsabilità più grande: formare altre persone!
dalla preparazione di ogni insegnante di ogni città dipende la sapienza o l'ignoranza, la diligenza o l'incapacità di una fetta di popolazione.
...sì i professori hanno molte responsabilità ma ci sono anche molti che non svolgono assoltamente bene il proprio compito...diciamo che lei ha parlato molto per sè...

professore ha detto...

L'avevo detto, quando dico che un insegnante è responsabile della preparazione di un centinaio di altre persone.

Per quanto riguarda quelli che non svolgono bene il loro compito: ce ne sono ovunque, non è che tra gli insegnanti ce ne siano di più che in altre categorie. E non ci dovrebbero essere, chiaro.

Ricciele ha detto...

La faccenda delle 100 persone mi era venuta in mente proprio sabato a mezzogiorno e mezza quando invece di potermene tornare a casa, ho beccato una supplenza solo per essermi avventurata in un corridoio a cercare tre tapini in punizione per riunire una classe.
"oh, meno male che ci sei, entra e tienili buoni!"
(per fortuna questi erano abbastanza civili)
Ora, essendo proibito usare il cellulare a scuola, ho fatto finta di armeggiare nella borsa per mandare un messaggio e avvertire che facevo tardi (peraltro ero digiuna dalle 6.30 del mattino perchè ho saltato la ricreazione per sorvegliare degli altri che vogliono a tutti i costi rimanere in laboratorio a rischiare la vita), non sapevo quando avrei esattamente pranzato e mi girava la testa, e mi esponevo pure al pubblico ludibrio "che fa professoressa usa il cellulare"? e in quel momento ho pensato:porca miseria oggi ho avuto a che fare minimo con 100 persone, 120 se conti preside e colleghi. Per statistica non puo' andarti tutto bene con tutti, sono troppi.
Quando lavoravo in ufficio avevo a che fare con i miei 3 compagni di stanza (2 simpatici) e un capo un po' rompipalle ma gestibile. Qua sono oltre 100 di cui almeno la metà ti zompano addosso con problemi (spesso grossi, spesso non risolubili da te, spesso aspettandosi ugualmente che tu gli sappia dire qualcosa). Se in classe fanno le carambole e sbattono la testa su un banco e vanno all'ospedale, io dovevo sorvegliarli. Che stiamo finendo sui giornali per negligenza (quasi sempre presunta) solo in questi ultimi anni, vista l'entropia a cui tendono i ragazzi forse è solo un colpo di fortuna? Forse è l'ansia del principiante ma io delle volte non riesco a dormire per cercare soluzioni ai problemi di una classe (problemi di apprendimento, non mi avventuro in cose familiari o caratteriali perchè è follia).
L'impressione mia è che chi parla male abbia sempre in mente questo o quel professore negligente o antipatico che ha avuto, e generalizzi, e mai tutti gli altri che erano piu' che accettabili se non bravi. O forse rosika perchè sotto sotto gli sarebbe piaciuto entrare nella scuola e non ha i titoli? Prego, entrate pure in classe e vediamo se sapete che fare quando non si siedono, quando ti raccontano balle stratosferiche, quando ti chiedono spiegazioni e appena provi a dargliele si girano a prendere il te' con l'amico. O quando se ne vanno al bagno e tornano stravolti dopo 25 minuti, con gli occhi molto rossi, come in quell'altra scuola, e tu sei responsabile.

professore ha detto...

Sì, sicuramente si generalizza molto. Ormai, poi, sempre più spesso i genitori tendono a parlare male degli insegnanti. Invece di difenderli e aiutarli nel loro lavoro, difendono i figli.

Anonimo ha detto...

beh sotto il punto di vista del post le dò un po'ragione ma comunque sembra che l'insegnanti siano solo vittime e sembra che lei sminuisca gli altri lavori....sicuramente non era sua intenzione però questo è quello che sembra...

Anonimo ha detto...

però i bidelli sono inutili sotto tutti gli aspetti...non puliscono nemmeno e si lamentano quando gli si chiede una cosa...

Anonimo ha detto...

Tranne Boris!! lasciatemi stare Boris (probabilmente non si chiama così ma quella faccia ha il nome stampato sulla fronte praticamente)
,non so cosa faccia...ma di sicuro è un grande!