lunedì 28 aprile 2008

La tomba di Brion

Nei giorni scorsi sono stato a Vicenza e dintorni, in visita a qualche villa veneta. Forse non tutti sanno che da quelle parti, e precisamente adiacente al cimitero di San Vito d'Altivole, si trova un complesso monumentale dedicato alla famiglia Brion. Giuseppe Brion fu il fondatore della Brionvega, famosa azienda italiana il cui design ha fatto il giro del mondo.

Dopo la morte di Giuseppe Brion, la moglie Onorina decise di far progettare la tomba di famiglia all'architetto Carlo Scarpa. Ecco il risultato:


Questa è la parete esterna della piccola cappella, in fondo si nota una passerella "sospesa" sull'acqua. Il fondo del laghetto non è piatto, ma è movimentato da un motivo a gradini presente anche in altre parti del complesso.


Purtroppo non mi sono accorto del riflesso del sole, comunque qua si vede bene la passerella "sospesa" che dalla cappella porta al giardino esterno.


Questo è il corridoio d'ingresso, si entra da un cancello che si trova sul fondo della fotografia, nascosto dalle persone. Si vede bene in primo piano il motivo a scalini.


Queste sono le tombe dei coniugi Brion, al di sotto della copertura a ponte.


L'interno della cappella. Quella strana croce obliqua sulla destra è in realtà un candelabro: sull'asta verticale si intravedono gli alloggi per le candele. L'altare è quasi tutto di metallo, ha solo una piccola pietra quadrata incastonata al centro. Il buco che si vede al centro serve per il crocifisso, che però non era presente (il custode non ci ha detto perché mancava).


Ancora l'esterno della cappella.


Il muro perimetrale, obliquo e inclinato verso l'interno del cimitero.


Il prato davanti alle tombe dei Brion. Sulla destra un muro nasconde un corridoio che conduce a una zona al centro di un laghetto. Il corridoio è chiuso da una porta scorrevole che si muove verticalmente: quando viene aperta si muove verticalmente verso il basso e affonda nell'acqua sottostante.


Meccanismo di corde e contrappesi che serve per equilibrare la suddetta porta (che si trova dall'altra parte del muro).


Zona dedicata alla meditazione, in stile giapponese. Passando la porta sommergibile si cammina lungo la passerella e si arriva fino all'alberello che si vede sullo sfondo, al di sotto della copertura di legno.


Vista delle tombe dei Brion dalla zona di meditazione.


In un angolo del cimitero è stato sepolto Carlo Scarpa.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

alla faccia della tomba

i due neuroni del gis ha detto...

Ammazza, interessante davvero... Visione giocosa della vita?

ricciele ha detto...

senti, è eccezionale. bellissimo

professore ha detto...

Sì, anche a me piace molto.

Ronkas ha detto...

Come opera è tremendamente geniale, un mausoleo che non ha nulla da invidiare a qualche faraone egizio.
Sembra di stare in uno di quegli ambienti renderizzati in 3D; si respira aria di futurismo!


Come tomba in se' per se' comunque, mi pare un po' voluminosa e un po' troppo virtuositica.
Sono per le cose semplici: una foto, un fiore, un epitaffio e tanto amore.
Chi se ne frega di un mattone tagliato un po' strano se non viviamo nel ricordo di chi ci ha amato?

professore ha detto...

Bè, qui il ricordo c'è. La moglie è sepolta a fianco del marito, sotto la struttura a "ponte", ed è proprio la moglie che ha dato il via a tutto.

Ronkas ha detto...

Una combo perfetta quindi, ha fatto proprio un gran colpo.

Peccato solo che non ha potuto vedere tale maestoso capolavoro, nonostante fosse proprio dedicato a lui.

professore ha detto...

O, magari, ora lo stanno vedendo entrambi da un altro punto di vista...

Anonimo ha detto...

Faticoso per il genere umano il morire....

Viola M. ha detto...

Anche a me è piaciuta molto e nonstante il design futurista si respira un'aria di semplicità e raccoglimento.

Alberto ha detto...

Ci sono stato anche io, molto tempo fa, e devo die che il luogo e' molto suggestivo. Pensare poi alle persone che sono sepolte li', a cos'hanno fatto nella loro vita e cosa sono stati per l'Italia che stava rinascendo dopo la seconda Guerra Mondiale.. beh ecco, fa pensare.

Consiglio a tutti, se passate dalle parti di Asolo, vale la pena lasciar giu' la macchina e fare due passi.
C'e' il mausoleo di Brion ad Altivole, ma poco distante, a Possagno, anche la gipsoteca Canoviana (sempre disegnata da Carlo Scarpa, bellissima), e vale la pena anche fare un giretto per Asolo, potrete comfermarmi l'aria magica e suggestiva che si respira.

Anonimo ha detto...

La Gipsoteca fu voluta dal fratellastro di Canova, Giovanni Battista Sartori e fu progettata da Lazzari nell'800(un architetto Veneziano). Scarpa curò la nuova ala nel'58 e soprattutto la ridistribuzione delle opere.
La famiglia Brion detiene come unico spazio privato e di proprietà il padiglioncino nel laghetto. Il resto rientra nel terreno del comune di Altivole. (sarcofagi compresi). Chi ha studiato bene Carlo Scarpa sa benissimo che il valore di questa sua ultima opera è inestimabile per contenuti, estetica, e poesia. Mosaici, canali d'acqua, Legni, trame orientali, Scalini che suonano,ritmi impressi nel cemento armato. Un intero complesso dimensionato tenendo conto di questi due numeri: 3,5 e 5,5. Tutto ciò che è stato fatto, si è basato su quei numeri e loro multipli... (Ricordiamoci che fu allievo di Le Corbusier, e amava moltissimo l'architettura di F.L.Wright)
Ora:prendete un metro. Andate lì. tirate due misure e poi guardatevi intorno...

zar ha detto...

Bello, non sapevo dell'uso dei due "moduli" 3.5 e 5.5.

Anonimo ha detto...

"giorno d'inverno
gelata sul cavallo
la mia ombra" ...

Mathatia ha detto...

Bellissima. Suggestiva e capolavoro ultimo di Scarpa.. ho pubblicato anche io un post sulla Tomba Brion, se ti va passa anche da me:

http://photomaths.blogspot.com/

A presto, Mattia

mart ha detto...

DEFINIRE CARLO SCARPA FUTURISTA è ABERRANTE!!!