martedì 24 luglio 2007

GMT (London day 4)


Dall'alto dell'Osservatorio Reale di Greenwich l'astronomo reale John Flamsteed osservava i cieli. Osservò Urano (credendolo una stella), calcolò le eclissi solari del 1666 e del 1668, litigò con Newton e Halley perché avevano pubblicato una versione preliminare di un suo lavoro, la Historia Coelestis Britannica, senza il suo permesso (e senza citare il suo nome). Flamsteed acquistò tutte le copie che riuscì a trovare e le bruciò pubblicamente - era decisamente arrabbiato.

All'interno dell'osservatorio viene anche ricordato l'orologiaio John Harrison, che costruì un orologio così preciso da poter essere usato sulle navi per determinare la longitudine con una approssimazione di mezzo grado. Grazie a questo orologio (e dopo molte vicissitudini) Harrison riuscì a vincere un premio.

Se andate sul posto con un GPS dovete tener presente che, purtroppo, la longitudine del meridiano di Greenwich non è più zero. Oggi il meridiano zero passa a 102.5 metri a est del meridiano di Greenwich, proprio sopra a un cestino dei rifiuti. E questo, a mio parere, è molto triste.

2 commenti:

Piotr R. Silverbrahms ha detto...

Sì, è triste. Però, anche se c'entra poco e non riduce la tristezza, ricordo che sono stato a suo tempo triste proprio a causa di Greenwich, che "vinse" la gara del meridiano numero zero solo per ragioni in fondo politiche, visto che l'Inghilterra era al tempo la potenza egemone. E questo senza tener conto della strepitosa e quasi tragica avventura di Delambre e Mechain, gli stronomi francesi che la Rivoluzione mando a misurare il "meridiano", quello che passava per Parigi, da Calais a Barcellona. Anni di misure, triangolazioni su campanili, cime d'alberi, monti, al freddo, durante la guerra, insomma, una vera avventura scientifica - ma non solo - che doveva alla fine portare alla conquista del "METRO", non solo del meridiano. Poi gli inglesi, zitti zitti, scippano il meridiano base... Ci sono almeno tre libri che raccontano questa storia bellissima.

professore ha detto...

Bello... Non conosco la storia, purtroppo. Al museo di Greenwich ho letto soltanto la storia dell'orologiaio, ho visto i modelli dall'H1 all'H4, e ho letto la storia del premio promesso e non dato. La parte francese mi manca.