martedì 16 gennaio 2007

Diplomifici

Per fare un favore a un parente ho dato una mano a uno studente di una scuola privata, uno dei cosiddetti diplomifici della zona. Questo ragazzo, certamente non dotato di molta voglia di studiare, frequenta il quinto anno e a giugno dovrà sostenere l'esame di stato. Sarà certamente promosso, pur non sapendo nulla di matematica. Ma non è un eufemismo: non sa proprio niente di tutto il programma dei cinque anni di scuola superiore. Per fare un paio di esempi, ci ha messo un po' di tempo per calcolare il valore di due alla seconda, e non sapeva dire se è possibile dividere per zero. In teoria, dovrebbe essere in grado di calcolare qualche semplice limite.

Mi raccontava, questo ragazzo, che la notizia della modifica dell'esame di stato fa molta paura a lui e ai suoi compagni. Se la commissione d'esame fosse stata composta interamente da commissari interni, come negli ultimi anni, non ci sarebbe stato problema.

L'anno scorso, infatti, ha assistito a un esame di stato svoltosi nella sua scuola. Il candidato è entrato, ha fatto scena muta per non più di cinque minuti, è uscito, ed è stato tranquillamente promosso.

Ecco, in Italia ci sono un sacco di scuole così. Chi ne esce, possiede un titolo di studio uguale a quello in possesso di chi suda per cinque (o sei, o più...) anni sui libri. Le aziende del territorio le conoscono, e ci pensano due volte prima di assumere qualche loro diplomato, però rimane un'ingiustizia. Non tanto per il diploma ottenuto senza merito, quanto per il tempo perso a far finta di studiare.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me bisogna ricontestualizzare:
Io insegno a tempo perso in uno di questi diplomifici. Matematica e fisica. Essenzialmente perchè sono un marchettaro della
matematica e della fisica. Per quel che ho potuto vedere le persone che frequentano si possono suddividere in due grosse
categorie:

- I somari ignoranti che non hanno voglia di fare niente ma che costretti dai genitori ad avere almeno un diploma di scuola media
superiore e non una terza media.
- Gli adulti (pochi) che per qualche vicissitudine della vita non hanno potuto completare gli studi e che si sforzano di chiudere
questo capitolo della loro vita.

Mi viene in mente il primo anno di insegnamento, una signora sui 40 anni la quale mi ha detto: "professore io mi sono presa incinta a
17 anni e non sono riuscita a completare le superiori, adesso sono 15 anni che faccio la segretaria, so che questo diploma non mi porterà
un balzo di carriera o un aumento economico ma è una cosa che sento di dover fare".

Ora devo dire, caso raro, che la suddetta signora si impegnava e studiava veramente parecchio anche se non molto dotata per la materia.
Credo che sia le aziende sia gli studenti degli altri istituti sanno benissimo che solo i "mussi" (somari) e pieni di soldi vanno nelle scuole
private per prendere il diploma (così come si vocifera che anche l'università di Camerino ricopra lo stesso ruolo per le università).
Non me ne farei un problema, perchè comunque il diploma al giorno d'oggi nel mondo del lavoro non conta quasi niente.
Mi preoccupa molto di più il fatto denunciato dalla trasmissione "report" che i dipendenti pubblici tramite le famigerate convenzioni possono
avere un titolo di dottore in economia o scienze politiche, che nel pubblico conta parecchio soprattutto per un passaggio di categoria,
sostenendo metà degli esami a causa dei cosidetti crediti formativi. Lì si nasce la rabbia soprattutto perchè malgrado tutto l'università resta ancora
più difficoltosa della scuola superiore e soprattutto perché il titolo abilita anche economicamente.

Ho provato per curiosità a fare una ricerca su google per convenizioni i risultati sono abbastanza sorprendenti

http://www.google.it/search?hl=it&q=convenzioni+universit%C3%A0&btnG=Cerca+con+Google&meta=

zerocold

http://zerocold.wordpress.com

Piotr R.Silverbrahms ha detto...

Capisco quel dice anonimo, ma scandalo non toglie scandalo. Il caso della signora in questione lo capisco e merita attenzione, ma questo significa solo che la scuola pubblica dovrebbe essere in grado di fornire anche a questa rara categoria di studenti la possibilità di studiare e diplomarsi, nulla di più. Il fatto è che, con molta eleganza, finora non si è neppure accennato all'aspetto economico, ma questo c'è, ed è fortissimo. Le scuole private, i diplomifici, il CEPU e quant'altro, si pagano, e si pagano cari. E quindi l'ingiustizia c'è eccome: non solo nel diploma non meritato, non solo nel puro "far finta di studiare" mentre altri studiano, ma anche perchè, in ultima analisi, un diploma e una laurea diventano anche "oggetti di lusso", facilmente comprabili da chi ha i soldi. E c'è un sacco di gente che i soldi non ce li ha.

professore ha detto...

Non volevo riferirmi agli adulti che vogliono prendere un diploma, per carità - anche se è più facile incontrarli nei corsi serali che non in quelli diurni (tra l'altro, ho insegnato per un paio d'anni in un serale e mi sono sempre trovato benissimo con gli adulti, massimo rispetto per chi, dopo una giornata di lavoro, va a scuola fino alle 23 o più tardi).

Al problema dei soldi non ho pensato perché la scuola in questione non mi pare che richieda quote di iscrizione scandalose, ma magari mi sbaglio. So che pagano gli insegnanti pochissimo, e infatti tutti, appena possono, se ne vanno, ma questo non è determinante :-)

Anonimo ha detto...

"Il Pd ha presentato una interrogazione al ministro Gelmini per sapere se è vero, come denunciato lo scorso 8 febbraio dalla trasmissione televisiva presa diretta, che in Italia vi siano istituti privati e paritari che assumono insegnanti precari con stipendi irrisori o addirittura nulli, in cambio dei punteggi in graduatoria, e che, dietro un lauto compenso da parte delle famiglie, assicurino il rilascio del diploma in assenza di frequenza degli studenti e senza che gli stessi affrontino un regolare corso di studi e serie prove di verifica di quanto appreso via via durante l'anno scolastico. Per questo, il Gruppo del Pd ha invitato il ministro a disporre un ispezione in tutta Italia al fine di debellare questi abusi che screditano la scuola, danneggiano e truffano le famiglie in palese violazione con il dettato costituzionale".
Sono un insegnante che da tre anni lavoro in uno di questi diplomifici, quanto denunciato dalla trasmissione è autentico, ma non è che si è scoperto l'acqua caldo, tutti lo hanno sempre saputo, ed ora ci si meravoglia. Vergogna!!!!! E' da anni che vengo sfruttato per il punteggio e adesso aprea mi vuole togliere la possibilità di entrare dopo dieci anni di raccolta punti (come quelli del mulino) di ruolo. C'è una legge che potete fare ed era semplicissima: TOGLIERE IL PUNTEGGIO NELLE PARITARIE SOLO COSI FINIRà LA FILA DI DOCENTI NELLE PARITARIE E SE QUALCUNO VORRà ASSUMERLO DOVRA CORRISPONDERE L'INTERA BUSTA PAGA. Ma Ministro gelmini, e ministri dell'istruzione che l'hanno preceduta, era cosi difficile capire qual'era il rimedio. Ora sapete (facciamo finta che prima non lo sapevate), continuerete a nascondere sotto la sabbia?

Maria ha detto...

Cepu un diplomificio? MAGARI....

Cepu è una vera merda, io ci sto andando al serale, e quest'anno all'esame di 5 verrò bocciato.
(ho fatto prima e seconda prova in maniera imbarazzante, preparazione 0, meno male che ti fanno imparare in base al tempo/capacita' che uno ha...)

Cepu mica è una paritaria privata, ti prepara e ti manda agli esami in scuole statali, dove sei SOLO, anzi il fatto di essere privatista e provenire dal cepu è gia' una aggravante.

Tralascio l'organizzazione ed i costi di cepu perchè potrei iniziare seriamente a ridere, ma poi anche a piangere.

assurdo.

viola1302 ha detto...

Solo per precisione,nient'altro, vorrei dire alla prof.ssa che insegna presso una scuola privata e si definisce "anonimo", che "qual era", come d'altronde: "qual è" non si scrive con l'apostrofo, ma senza.
Mi auguro che non insegni materie letterarie.
Seconda cosa che vorrei dire, ed è quella che più mi sta a cuore, è ho una figlia che frequenta il terzo anno di un istituto pubblico e probabilmente non riuscirà a finire non solo il ciclo scolastico, ma addirittura l'anno scolastico in corso (siamo a 15 gg dalla fine delle lezioni).
La causa? Bullismo.
Che i docenti non sanno, non vogliono contrastare e debellare. chi ci rimette è il più debole, devo rassegnarmi al fatto che mia figlia non può frequentare una scuola pubblica.
E allora? Ben vengano i diplomifici.
Anzi, ringrazierò chi di voi saprà consigliarmene uno nelle marche o zone limitrofe. grazie

Anonimo ha detto...

e a me uno in sardegna

Anonimo ha detto...

e a me uno in sardegna

Anonimo ha detto...

quello che ha scritto 2 volte sopra per sbaglio e a me uno in sardegna dice: stavo scherzando ovviamente ,non mi servono e non mi interessano.

Anonimo ha detto...

quello che ha scritto 2 volte sopra per sbaglio e a me uno in sardegna dice: stavo scherzando ovviamente ,non mi servono e non mi interessano.
quello che ha scritto le cose sopra dice :
e questi diplomifici mi fanno schifo