mercoledì 2 dicembre 2009

Puntini sulle i

“Allora, ragazzi, come mai non eravate a scuola ieri?”.

“Siamo stati all'università, alla presentazione delle varie facoltà”.

“Ah, bello. Quali presentazioni avete ascoltato?”.

“Quasi tutti ingegneria, qualcuno economia… Però, prof, lei sa qualcosa di ingegneria matematica?”.

“Veramente, no. Cosa vi hanno detto?”.

“Eh, ci hanno detto che un ingegnere matematico non è solo un matematico, ma anche…”.

“No, fermo”.

“Cosa?”.

“Volevi dire che un matematico non è solo un ingegnere, vero?”.

“Ma, veramente…”.

“No. No. No. Tu volevi dire così”.

“Ah, va bene”.

“Sia chiaro”.

“Ehm, no, perché loro ci avevano detto che un ingegnere matematico sa le cose che sa un matematico e però può anche fare cose che di solito fanno gli ingegneri”.

“Vabbé, ma quelli che ti hanno detto così sono ingegneri”.

“Sì”.

“Quindi cosa vuoi che ne sappiano loro?”.

“Prof, facciamo lezione adesso?”.

29 commenti:

topor ha detto...

cos'è tutta questa rivalità?
ma non è bello che un ingegnere matematico riunisca in sè la purezza del teorico con il fermento della pratica?
(adesso mi becco anch'io una bella scomunica?)

p.s. ma cosa fa, esattamente, un ingegnere matematico...?

Cassa ha detto...

Avevo sentito la presentazione di ingegneria matematica qualche anno fa, al corso d'orientamento della Normale. Credo che allora fosse una super-novità.

Nonostante abbia scoperto la bellezza-in-sé della matematica all'università, ed allora fossi più pragmatico (pragmatico, insomma, già propendevo per fisica), a me era sembrata già allora poco più di un'operazione di marketing.

Per quello che ero stato in grado di capire allora, un ingegnere matematico fa simulazioni numeriche (sforzi su strutture o materiali, robe così). Allora si vantavano di aver progettato lo scafo di Luna Rossa e forse qualche supercostume da bagno per atleti olimpici.

zar ha detto...

@topor: non hai capito. L'ingegnere matematico non possiede (solo per il fatto di essere ingegnere) la purezza del teorico :-)

(Sono le solite battute tra matematici-fisici-ingegneri che si fanno nei corridoi delle università)

@cassa: vedo da wikipedia che ingegneria matematica è poco diffusa in Italia. Mi sembra che siano un gradino sotto ai fisici (e già loro, poverini, sono sotto ai matematici :-) ).

topor ha detto...

mamma mia come siete snob!
possibile che quei poveretti non sappiano fare nulla di degno?
@zar: sta a vedere che voi Matematici (ho messo la maiuscola a scanso di offese) all'Università avevate anche lo Ius primae noctis. O magari ti fai dar del Voi dai tuoi studenti :-)

Personalissima opinione da profana: senza un matematico non parti, ma senza un ingegnere non arrivi.

grenadier ha detto...

beh, insomma... la redenzione dovrebbe essere possibile, no?
(tipo, un ingegnere tlc che poi fa un dottorato in teoria dell'informazione, lo mettiamo sopra o sotto ad un ingegnere matematico?)

Piotr ha detto...

@topor:

... e senza un fisico ti annoi per yutto il viaggio :-)

zar ha detto...

Fisico teorico, però. :-)

topor ha detto...

se devo viaggiare con un fisico TEORICO piuttosto resto a casa...
(voglio della compagnia concreta, ohibò!)

.mau. ha detto...

ingegneria matematica è un ossimoro. Punto. (qua a Milano la vendono come ingegneria un po' più teorica, necessaria da quando hanno fatto il 3+2)
Poi nessuno ce l'ha con gli ingegneri, hanno una serie di cose che sanno fare bene!

Renzo ha detto...

Interessante !
Non sapevo nemmeno dell'esistenza di una facoltà di Ingeneria Matematica ! Mi sono laureato in ingegneria aeronautica nel 1976 e la cosa mi era sfuggita.
Invece, grazie a qs blog, oggi scopro che, dopo una vita passata come manager in multinazionali, il mio attuale lavoro di consulente si configura esattamente in quello dell'ingegnere matematico.
In estrema sintesi il mio lavoro attuale consiste nella lettura dei numeri che descrivono una determinata attività aziendale (o l'intero complesso delle attività aziendali) e, chiarito l'obiettivo da perseguire, nella formulazione del piano d'azione, sempre supportato dai numeri, per il raggiungimento dell'obiettivo.
E la cosa interessante è che funziona.
Grazie !

topor ha detto...

Porta pazienza Zar: l'ingegnere matematico non avrà la purezza del teorico, ma è veramente affascinante!
(della serie: che chi ce l'ha, lo sciarm, c'è chi ci va, a sciarm...)

aggiornandola metafora del viaggio (a sciarm...):
il matematico ti consente di partire, il fisico ti intrattiene, l'ingegnere non solo ti fa arrivare, ma ti corteggia anche. Ci credo che fa invidia!

Popinga ha detto...

Da osservatore esterno (laurea in geologia), la mia classifica mentale (tra formae mentis, non tra discipline, che considero tutte ugualmente affascinanti) è la seguente: fisici > matematici > ingegneri. L'ingegneria matematica sembra anche a me un'operazione di marketing accademico. Ciao.

zar ha detto...

Secondo me la forma mentis del fisico va un po' educata, però. Direi che l'ideale sia laurearsi prima in matematica, per capire come funzionano le cose, poi in fisica, per capire come funzionano i modelli :-)

dioniso ha detto...

Ingegneria Matematica!? Che obbrobrio :-) Neppure io sapevo che esistesse. Ma è proprio una facoltà o un corso di laurea? In ogni caso sono in totale accordo con .mau.: è un ossimoro :-)

Fran ha detto...

Che acrimonia!
Un titolo di studio non definisce nessuno, grazie al cielo. E la maggior parte degli ingegneri scelgono di diventarlo per avere una certa sicurezza di trovare un lavoro, anche se non è più tanto vero.

Un ingegnere :-)

zar ha detto...

Fran, tu sei un ingegnere-non-matematico, però :-)

lector ha detto...

Rilassatevi. Ecco qui una vecchia barzelletta che si raccontava alla facoltà d'ingegneria di Padova alla fine degli anni '70 (preciso che dopo il primo semestre, me ne sono fuggito a economia con indirizzo giuridico).

Renzo ha detto...

Secondo me un matematico pragmatico sarebbe uitlissimo nelle aziende; si eviterebbero molte decisioni prese con la pancia !
Come dice quel vecchio adagio:

La teoria senza la pratica è inutile, ma la pratica senza la teoria è dannosa.

topor ha detto...

crescono i punti a favore degli ingegneri matematici...
quoto in pieno Renzo.

Ricordo allo Zar che troppa dedizione alla teoria, specie a quella matematica, ti fa dimenticare che la vita è reale e concreta, si tocca, e in parte sfugge alle regole attraverso cui il teorico cerca, in un certo rassicurante modo, di imbrigliarla

Se io fossi un ingegnere matematico e mi definissero un ossimoro, me ne avrei a male, oppure mi farei una sonora risata.

zar ha detto...

Nono, topor, tu non stai parlando di matematica, ma di fisica. È lì che si fa differenza tra "mondo reale" e "modello". La matematica non sfugge alle regole per definizione :-)

topor ha detto...

Se la matematica non sfugge alle regole, perchè non è che la rivelazione di esse, allora mi sembra riduttivo pensare che il mondo, la vita, non siano altro che un insieme di regole (ergo: non è tutto matematica, ovvero la matematica non è tutto).
Forse un ingegnere può correggere questa rotta un po' assolutista, no?
(e forse farei meglio a tacere, finalmente)

Renzo ha detto...

La matematica non è tutto ma l'estrema sintesi del tutto.

topor ha detto...

ecco, allora viva gli ingegneri che mettono un po' di fronzoli all'"estrema sintesi"

Ronkas ha detto...

Come anni di gdr insegnagnano:
1) il multiclassaggio va' fatto con coscienza.

2) Mago puro spacca il culo.


Vedete un po' voi.

zar ha detto...

Alla fine i multiclasse sono scarsi...

Renzo ha detto...

"Scarsi" in che senso ?
"Pochi" o "Tonti" ?

Anonimo ha detto...

Da noi gira questa...
Un ingegnere, un fisico e un matematico sono abbandonati su tre isole deserte per 3 settimane con una scorta di scatolette di cibo, ma senza apriscatole. Trascorse le tre settimane vanno a riprenderli; l'ingegnere e' in formissima e tutte le scatolette sono state aperte. Alla richiesta di come abbia fatto, risponde che ha usato la fibbia della cintura per farsi un apriscatole. Anche il fisico se l'e' cavata ma è un pò più sciupicchiato: circa la meta' delle scatolette e' stata aperta. La sua risposta alle domande dei ricercatori e' un lungo farfugliamento a base di "Applicando il vettore forza alla...", "considerando l'energia potenziale del contenuto della scatoletta...", "applicando il teorema di Kelvin". In parole povere le scatolette sono state aperte a furia di botte sugli scogli. Infine vanno a riprendere il matematico. Questo e' paurosamente magro e denutrito; tutte le scatolette sono chiuse. Il poveraccio ne tiene una nella mano rinsecchita e la regge a pochi centimetri dal viso, la fissa con occhi spiritati e mormora: "Supponendo, per assurdo, che sia aperta...

Faccio ingegneria... si è capito ;-)?

zar ha detto...

@Renzo: scarsi nel senso di poco efficaci.

@Anonimo: sì :-)

Renzo ha detto...

Poco efficaci sul punto ma indispensabili sulla linea....

Per fare una collana na non bastano le perle, ci vuole anche il filo !