martedì 14 aprile 2009

Giorni di un futuro passato

Oggi è uscito il dodicesimo Carnevale della Matematica, da Gravità Zero. Il che ha provocato una notevole reazione a catena: per prima cosa, una delle partecipanti ha scritto un post sul Festival della Matematica di quest'anno parlando di Galois (e già questo non è poco). Il suddetto post cita, in tre righe, le macchine matematiche costruite a Modena.

Allora io ho scritto all'autrice su feisbuc (nessuno è perfetto) facendole presente che la costruzione delle macchine matematiche ebbe inizio ai tempi in cui io ero al liceo, nel mio liceo, da parte della mia prof. di matematica e di un collega.

Nel mio commento facevo riferimento anche a una mia compagna di classe, pure lei in ascolto. I ricordi iniziano a mettersi in movimento.

Cominciamo a cercare informazioni in rete, salta fuori una pagina di Treccani Scuola, che fra le altre cose dice:

Già all'inizio degli anni '80, un piccolo gruppo di insegnanti (Marcello Pergola, Annalisa Martinez e Carla Zanoli) aveva iniziato a produrre a scuola sussidi didattici ispirati agli approcci di Lucio Lombardo Radice ed Emma Castelnuovo. I sussidi erano sistemi articolati e biellismi montati su tavolette di piccole dimensioni, in grado di tracciare curve algebriche o di realizzare trasformazioni geometriche. Accanto a questi, c'erano le 'barelle', modelli dinamici più grandi con piani fissi e piani mobili di legno o plexiglas, in grado di rappresentare ombre e prospettive, attraverso la materializzazione dei raggi luminosi o dei visivi con fili tenuti tesi da pesi da pesca.

Siamo quasi alla commozione: noi c'eravamo, eravamo gli strani del liceo, perché avevamo una prof. che ci spiegava cose strane, non nel programma. Parole come traslazioni, rotazioni, isometrie, glissosimmetrie, omotetie, proiettività, birapporti, polari erano il nostro pane quotidiano. La matematica ha iniziato a piacermi grazie a quelle cose lì.

L'articolo prosegue:

La produzione degli oggetti avveniva nel seminterrato del Liceo Scientifico Tassoni di Modena, in prossimità dell'Aula di Matematica. L'aula-laboratorio, frequentata dalle classi dei tre insegnanti, godeva di una fama incerta tra gli studenti delle altre sezioni. L'invito a visitare l'aula per attività di laboratorio era raramente accolto dai colleghi di matematica delle altre sezioni.

Mi sono rivisto per un attimo in quell'aula, a provare le macchine. C'era un plotter (un plotter vero, di quelli di una volta) col quale i nostri insegnanti avevano fatto un filmato: un fascio di coniche in movimento. Non c'era geogebra, a quei tempi. C'erano delle calcolatrici HP, che programmavamo in notazione polacca inversa—conoscevamo la regola di Horner, per dire. C'erano dei coni di legno tagliati in tutti i modi possibili. C'eravamo noi, così tanto giovani...

12 commenti:

ricciele ha detto...

giovani e anche fortunati :)

zar ha detto...

Eh, anche se allora non tutti si ritenevano fortunati, con questa prof che faceva strane cose...

Maurizio ha detto...

You're the future, zar :-)

zar ha detto...

Eeeh.

Anonimo ha detto...

io no

Anonimo ha detto...

Come capitare per caso su un blog e scoprire che parlano di cose che hai vissuto.
Anche io mi sono diplomato al Tassoni, nel 1984. Anche io una volta sapevo che cosa era la notazione polacca inversa e frequentavo con il prof. il laoratorio di matematica.
Gli studenti delle altre sezioni ci vedevano un po' strani, ma sai che soddisfazione sentire quella loro esclamazione di sorpresa e preoccupazione "ooohhhhh" quando il commissario dell'esame di maturità ha letto "trovare la traslazione che..." e sentire un mio compagno di classe seduto dietro che quasi urlava "ma questo lo sappiamo fare solo noi!"
saluti a quellid ella mia età e ai più giovani (anche ai più vecchi)
k

zar ha detto...

E' vero! Una traslazione all'esame di maturità...

Anonimo, in che sezione eri?

Anonimo ha detto...

In che sezione ero? all'inizio ero in H, ma gli ultimi due anni ci ribattezzarono F.
Quindi per la maturità ero in F.
K

zar ha detto...

Io A.

Anonimo ha detto...

Anche io ho avuto la fortuna di conoscere questi luminari della matematica. il mio prof. è stato Marcello Pergola, tutto ciò che ci ha insegnato inizialmente ci sembrava provenire da un altro pianeta. oggi a distanza di 12 anni dalla maturità ricordo ancora tutto ciò che ho studiato all'epoca. Una grande soddisfazione.

beingandrea ha detto...

io ho finito in f nel 1996. Sono finito sul blog perche' oggi in volo leggevo Georgescu roegen e mi e' venuto in mente il professor pergola.

polacca inversa for ever

qualcuno sa gli indirizzi email della professoressa zanoli o del professor pergola?

zar ha detto...

Sì, mandami il tuo indirizzo email a M8R-pfjh6k@mailinator.com che te lo passo (l'indirizzo qua sopra è "sicuro", nel senso che posso consultarlo solo io)